
Il prete Angelicamente Anarchico (e multimediale)
Sabato 15 ottobre: cronaca della visita alla Comunità di San Benedetto al Porto del Mitico Don Andrea Gallo.
Ebbene sì, Maurizio ed io (Ugo che scrive) ci rechiamo in visita al Don.
Ricevuti con grande cordialità siamo attesi, la signora che ci fa accomodare in sala d'aspetto riconosce la mia persona e, rivolgendosi ai ragazzi, mi invita a presentarmi:"Racconta a questi ragazzi chi era tuo padre, le canzoni che ha scritto. Fà capire loro che i testi che ascoltano tutti i giorni erano di tuo papà".
E' la prima volta, dopo 25 anni dalla morte di mio padre, che qualcuno, in modo spontaneo, perora la causa.
Il fantastico Andrea ci fa accomodare nel suo studio, ci mette a nostro agio come solo un grande della comunicazione sa fare.
Dopo averci dato modo di manifestargli un imbarazzo reVerenziale doveroso, inizia un monologo dove ci spiega la sua posizione nei confronti del sistema.
Gli confesso che la mia voglia di conoscerlo va oltre ogni altro argomento di conversazione e continuiamo ad ascoltarlo.
"I giovani mi cercano e non capisco perchè" esclama Andrea all'inizio di tutto.
"Meno faccio e più mi cercano: politici, prelati, cantautori del calibro di Piero Pelù mi infilano nei video rock di ultima generazione, Vasco Rossi prende a cuore il mio impegno nei confronti degli emarginati, le comunità mi invitano per dire la mia, le videoconferenze si moltiplicano".
Il Don infatti ha ormai varie postazioni informatiche con web cam, un po' come succede ai potenti della terra. Un' equipe televisiva di inglesi vuole studiare il fenomeno da vicino e chiede di incontrarlo al più presto.
Andrea ci confessa la sua stanchezza fisica dovuta agli ormai 80 anni che si avvicinano. Gli impegni sociali e politici lo stanno provando, per fortuna è circondato da collaboratori spontanei che lo "scarrozzano a destra e a manca", come ci confida lui stesso.
Don Gallo mi esorta a divulgare la stima che lui porta nei confronti di ciò che ha fatto mio padre, e per questo gesto, sono io che ringrazio il Don per aver dedicato un po' del suo tempo prezioso a noi.
Ci salutiamo a malincuore con l'invito a tornare, "la strada la conoscete" conclude Andrea, "ora vi lascio, ho una videoconferenza... queste macchine non si spaccano mai, non mi danno tregua!"
Don Gallo e i suoi www.sanbenedetto.org
Don Gallo sul Blog di Beppe Grillo
11 Jun 2006
Qualche giorno fa Beppe Grillo è intervenuto sul suo Blog con un intervento dal titolo Gli "ammastellati".
Il tema è l'amnistia, proposta dal neo ministro alla Giustizia, sulla quale Grillo si trova in disaccordo.
Ecco una parte del suo intervento, che comunque potrete leggere per intero sul Blog.
Il Mastella ceppalonico vuole l’amnistia. Gli italiani un po’ meno. I partiti un po’ di più. E vedrete che nell’amnistia ci sarà spazio anche per i reati finanziari, il vero hobby dei politici. 20.000 persone potrebbero essere liberate. Chi sono queste persone? Che reati hanno commesso? Chi li ha subiti?
I cittadini vorrebbero, credo, da questo dipendente indifferente ai loro diritti delle informazioni più precise.
La carità cristiana la può esercitare chi è stato vittima del reato. La legge deve invece essere solo applicata. Se nei mesi successivi alla scarcerazione alcuni degli ex detenuti dovessero stuprare, rubare, uccidere, allora il cittadino avrà tutto il diritto di fare causa al dipendente ministro della giustizia. Le persone lese gravemente dall’azione criminale dagli amnistiati dovrebbero citare in giudizio il mastellonesempreinpiedi.
Don Gallo oggi ha voluto rispondere alle argomentazioni del comico genovese, con questo intervento, sempre sul Blog:
Per me Beppe è un grande Profeta del Terzo Millennio. Ha ragione, penso che l'amnistia per i detenuti sia da affrontare con GIUSTIZIA. Attualmente in carcere, vera discarica sociale, i carcerati per reati gravi e gravissimi non superano il 15%. La popolazione carceraria va oltre i 60.000.
Sono d'accordo con le preoccupazioni di Grillo. Si tratta di affrontare l'atto di clemenza con un programma di inserimento sociale. Qualche anno fa il Gruppo Abele di don Ciotti aveva ottenuto l’adesione di 600 gruppi (comunità, cooperative, ecc.) disponibili ad una accoglienza, tracciando percorsi di emancipazione....Non se ne fece niente.
Vorrei ricordare che in questi ultimi anni c’è già stata un’ampia amnistia, strisciante, sotterranea: la prescrizione! Si parla di almeno novemila persone! Chi può permettersi finanziariamente dei collegi di difesa, riesce ad evitare il carcere.
Per non dire della grave illegalità e conseguente disumanità della struttura penitenziaria (superaffollamento, carenza del personale, strutture fatiscenti...).
A mio avviso, partendo dall’amnistia e indulto oculati, trasparenti, si può sperare finalmente in una riforma della Giustizia, per una civiltà del diritto, della certezza della pena, per affrontare la cancrena dei tempi lunghissimi dei processi.