Brevi cenni biografici su Luigi Tenco
Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 - Sanremo, 27 gennaio 1967) viene considerato come un cantautore italiano pur essendo stato un compositore. La morte, avvenuta per suicidio mentre si trovava a Sanremo per partecipare al Festival della Canzone Italiana, è stata a lungo avvolta da un velo di mistero. Figlio di una relazione extraconiugale, trascorse l’infanzia tra Cassine e Ricaldone fino a che la famiglia si trasferì in Liguria. Frequentò prima il liceo classico per poi trasferirsi al liceo scientifico. Iscrittosi alla facoltà di Ingegneria, passò poi a Scienze Politiche. Il suo esordio discografico col gruppo I Cavalieri risale al 1959. La band, della quale faceva parte anche Enzo Jannacci, incise il 45 giri Mai, e poi un singolo, Mi chiedi solo amore. Nel 1961 uscì il suo primo 45 giri intitolato Quando. Nel 1962, cominciò una breve esperienza cinematografica, con il film La cuccagna di Luciano Salce, pellicola nella quale cantò il brano "La ballata dell'eroe". Strinse un'amicizia importante con il poeta anarchico genovese Riccardo Mannerini. Il primo 33 giri di Tenco uscì quell'anno: conteneva Mi sono innamorato di te e Angela, ma anche Cara maestra che non fu ammessa all'ascolto dalla Commissione per la censura. A Roma, conobbe la cantante italo-francese, Dalida, con la quale ebbe una storia d'amore. Nel 1967 si presentò al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata da due artisti. La canzone non fu ammessa alla serata finale del Festival. Tenco fu preso dallo sconforto. Rinchiusosi nella sua camera in una dépendance dell' Hotel Savoy, fu trovato morto. Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa. C’era un biglietto scritto a mano, che più perizie calligrafiche hanno consentito di attribuire a Tenco, contenente il seguente testo: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.». Questo fece pensare al suicidio. Per molti decenni sono sussistiti tanti dubbi sulle cause reali della morte. Dopo anni di pressioni, il 12 dicembre 2005, la procura generale di Sanremo ha disposto la riesumazione della salma per stabilire la verità. Il 15 febbraio 2006 il Caso Tenco è stato chiuso. Una nuova analisi sul corpo ha suffragato la tesi che il cantante è morto per suicidio, non potendo formulare altra ipotesi perché non è stato trovato il proiettile nel cranio. A pochi mesi dalla morte, venne pubblicata Preghiera in gennaio, con la quale Fabrizio De André onora l'amico scomparso. Anche Francesco De Gregori lo ricorda nella canzone Festival. Nel 1974 è stato istituito il Premio Tenco. Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Ricaldone.
E' la sera dell'ultimo festival di Luigi (1967), pubblichiamo un'estratto da "UN POETA CIECO DI RABBIA", scrive Sandra Verda: l'intervistata è Rita Serando, moglie di Riccardo.
- Alcune poesie di Riccardo vengono erroneamente attribuite a Luigi Tenco, trovate qui il materiale.
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QUASI SERA:
UNA STORIA DI TENCO
Di Ada Montellanico
Prima presentazione nazionale 15 marzo 2006 ore 18.00
la Feltrinelli Libri e Musica Roma
(Galleria Alberto Sordi)
Piazza Colonna, 31/35 - Roma
Info 06 69755001
Official site
http://www.adamontellanico.com/
Cito il testo grazie ad una pronta anticipazione dell'amico Andrea Guglielmino, titolare della libreria Portoanticolibri - Area Porto Antico- Palazzo Millo 16124 Genova Tel:010-2518422-Fax:010-2518414.
Domenica 26 febbraio mi chiama Andrea e mi legge un breve passaggio del saggio di Ada Montellanico.
Sinteticamente si dice che un Tenco di 24 anni, proprio nel momento in cui scriveva canzoni d'amore di una certa intensità, frequentava un marinaio che abitava a Genova in Via Cecchi al numero 2 (è G. Reverberi che parla, in passato, anche arrangiatore dei New Trolls).
Le frequentazioni avvenivano nella piazzetta antistante l'allora cinema Aurora, una panchina fungeva da punto di ritrovo, le serate estive si riempivano di parole, concetti, idee...
Il marinaio in questione era Riccardo Mannerini.
Questa citazione arriva, come tante altre, dopo anni, grazie all'attenzione di alcuni: come un processo simbiotico, si autoalimenta, forse, anzi quasi sicuramente.
E' arrivato il 21 Giugno
Ada ci invita tutti a Palazzo Millo, la serata scorre in un clima familiare, gli interventi, tutti molto sentiti, arricchiscono la platea.
Era presente alla serata anche la Famiglia Tenco.
Ada ci fa sapere che a breve sarà a Montreal (Canada) insieme a Enrico Pieranunzi: portano "Danza di una ninfa" in giro per il mondo, un viaggio all'interno del mondo poetico-musicale di Luigi Tenco.
Vi lascio a disposizione alcuni frammenti di serata in formato video.
Ugo Mannerini
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Tasto DX Download..Tasto SX Guarda Il filmato "Vulcanico Gigi (non perde un appuntamento con i cantautori genovesi)"
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MONTELLANICO Ada - PIERANUNZI Enrico
Due grandi artisti alla guida di un ensemble d’eccezione per presentare un progetto che non mancherà di stupire e affascinare appassionati di jazz e non. Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi hanno, infatti, realizzato per l’etichetta EGEA un nuovo lavoro che è un vero e proprio viaggio all’interno del mondo poetico-musicale di Luigi Tenco. Difficile immaginare un binomio più efficace per affrontare e realizzare un’operazione così delicata come quella di dar vita a nuovi originali racconti sonori attraverso le emozionanti storie racchiuse nelle bellissime musiche e nei testi del cantautore. I due artisti che hanno firmato “Danza di una ninfa” sono riusciti brillantemente nell’impresa grazie alle eccellenti qualità che da tempo sono loro riconosciute. Ada Montellanico si è ritagliata un suo proprio, importante spazio nel panorama vocale per aver reso la lingua italiana suono e improvvisazione jazzistica e per essere interprete capace come poche di far aderire il suo intimo mondo emotivo alle esigenze della narrazione. Enrico Pieranunzi, dal canto suo, si è costruito negli anni, attraverso le sue improvvisazioni e composizioni, un personalissimo universo sonoro che ne ha fatto uno dei musicisti italiani più apprezzati in tutto il mondo. Se è vero che la collaborazione Montellanico/Pieranunzi ha già prodotto in passato opere importanti come “L’altro Tenco” (1996) e “Ma l’amore no” (1997), va detto subito che “Danza di una ninfa” si presenta come un progetto del tutto nuovo, in un certo senso “rivoluzionario” perché in esso la più raffinata tradizione cantautorale italiana si fonde col jazz più autentico e trasgressivo; così composizioni celebri come, per esempio, “Mi sono innamorato di te” e
“Ho capito che ti amo” grazie ai sorprendenti, “trasversali” arrangiamenti di Pieranunzi e all’appassionato, originalissimo approccio interpretativo della Montellanico risulteranno del tutto “inediti”.
Ma, a proposito di “inediti” si potranno ascoltare nel Cd quattro brani davvero speciali che non potranno non colpire per la loro grande bellezza e forza poetica. Sono quattro testi di Luigi Tenco - due dei quali musicati dalla Montellanico, due da Pieranunzi - la cui incisione costituisce un “evento nell’evento” perché mai, prima d’ora, testi del cantautore erano stati messi in musica, operazione che ha tra l’altro ricevuto il caloroso consenso e sostegno della famiglia Tenco. Ed il fatto che siano stati due musicisti di jazz a fare tutto questo ha un sapore particolare, tenendo conto dell’enorme importanza che questa musica ha avuto negli anni di formazione del futuro autore di tante, splendide canzoni. Naturalmente gli straordinari esiti artistici del progetto non sarebbero stati possibili senza il contributo determinante dei musicisti che vi hanno partecipato, ognuno dei quali ha arricchito il cd della sua forte personalità espressiva con un ospite d’eccezione, il prestigioso polistrumentista statunitense Paul McCandless, da tempo punto di forza dei mitici “Oregon”. Un progetto quindi che costituisce per vari motivi un’occasione importante e rara anche e soprattutto per il sottile gioco di interazione tra i due artisti che lo hanno realizzato: una sorta di seducente interplay, grazie al quale la Montellanico attraverso la sua voce rende la parola “suono” e Pieranunzi trasforma il suo suono in “parola”.
Ma principalmente, si potrà riscoprire in una veste completamente nuova e inaspettata l’immensa originalità e profondità di Luigi Tenco, un artista tra i più importanti mai apparsi sulla scena musicale italiana.