Riflessioni di Daniele del 11.10.2006
Orme di pioggia sotto il sole le parole, scie di pensieri in balie della onde e delle mode dei tempi, parole di passaggio che come respiri vivono la propria esistenza per poi perdersi ed annegare nel grande male della vita.
Sempre Daniele del 25 Agosto 2006.
Danza e lasciati danzare che ogni musica ha il suo tempo, ogni passo un suo
tormento, una sua passione, danza che il bello è divenire ed averne coscienza,
danza che quello che ti lasci un passo indietro è già stato danzato, danza il
peccato di chi osa e porge al passante una rosa con semplicità, con avvenevole
indifferenza, danza che chi non danza e si chiude in una stanza è carnefice di
se stesso, danza e se ti chiederanno dove stai andando, tu rispondi loro che la
tua danza non ha domicilio.
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28.09.2006 Mi contatta il gentilissimo Ivano Malcotti per una collaborazione.
Chi è Ivano Malcotti
Ivano Malcotti è nato a Genova il 18.01.1967
Collaboratore di Case Editrici e numerosi siti-web per la Letteratura. E’ pubblicato in numerose raccolte di Poesia e Riviste letterarie. Nel Giugno 2002 è stato premiato per meriti artistici dalla testata giornalistica “TuttoSport” in occasione del Festival Internazionale di Poesia di Genova. Ha pubblicato nel 2002 silloge poetica “Stanze della Coscienza” (Giuseppe Aletti Editore, Roma) e nel 2003 la Raccolta di Poesie “Il giorno della memoria” (Ed. Lietocolle), guida ufficiale della mostra fotografica poetica sulla deportazione e sterminio nazista.
Curatore di:
"Il segreto delle fragole" 2005 » Poetico diario Lietocolle libri (curato con Anna Toscano)
"A spasso fra i caruggi" 2004 » Marna Editore (curato con Liliana Porro Andriuoli)
"Pace e libertà" 2004 » La Comune (curato con Michele Capuano e Ines Venturi)
"70 Poesie per Don Mazzi" 2004 » Luca Pensa (curato con Giovanni Bandi)
"La poesia salverà il mondo" 2003 » Nuovi Mondi Media antologia di poesie a favore di Emergency.
Pubblicazioni:
“Felsina” 2005 Luca Pensa (Mini-Libro con 1 Poesia e Introduzione di Sergio Cofferati)
“Don’t cry Argentina” 2005 Luca Pensa (Mini-Libro con 1 Poesia e Nota di: Luis Sepùlveda)
“I nostri giorni” 2005 Edizioni Pulcino Elefante nr. 6069
“Dialoghi Ultimi” 2004 » Lietocolle Libri
“Voci dell’anima” 2003 » Aletti Editore
“Il giorno della Memoria” 2003 » Lietocolle libri
“Stanze della coscienza” 2002 » Aletti Editore
Una sua poesia.
L' Ultimo freddo
Un divorzio dal tempo
nel legame: identità - dramma
vincolo sovrumano
senza fuga
sulla cruna del precipizio
Un presagio nella sofferenza
voce esclusa.... da tutti
"il dolore ha l'andatura perversa della morte"
... di soppiatto
il tuo corpo vestito da sera
sorpreso dall'ultimo freddo.
- Ivano Malcotti
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Riflessioni di Daniele del 11.09.2006
Il tempo è un' onda che non teme gli argini di una vita spesa a far della vita un alibi Il tempo ingurgita l'ovvietà retorica di una strofa ironica atta alla beltà Devotamente onesto è Puntuale alla dinamica di un meccanismo a innesco che Audace ti proietterà nel tempo di un istante di una vita importante la tua che sei come me un viaggiatore viandante ( 10 settembre 2006 )
Zampilli d'acqua al sole, eleganti danzatori e trasparenti arrampicatori, belli e rigogliosi si lasciano investire dalla luce e sono baci, baci agli occhi che vi si posano sopra, tepore in carezze alle gote, pace interiore, universalità. Genova, 11 Settembre 2006.
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Liberamente tratto dal blog di Gabriele Maestri 17.06.2006
Il blog di Gabriele Maestri, qui trovate un articolo su De Scalzi, la serata a Gustalla 3 Giugno 2006 (IL SUONATORE JONES)
Pubblico una parte dell'intervista a Vittorio Descalzi in occasione di una sua serata a Gusatalla (IL SUONATORE JONES)
PROG, LINGUAGGI, EMOZIONI. Già, 38 anni: tanti ne sono passati dalla pubblicazione del disco; è di 35 anni fa, invece, la pagina più famosa e celebrata del gruppo. Si tratta di Concerto grosso per i New Trolls, vera e propria pietra miliare del prog italiano (o del rock sinfonico), scritto da Luis Enriquez Bacalov: arrangiamenti orchestrali e rock ben suonato si fondono bene ed il disco vende tantissimo. È questa, assieme a Senza orario ed ai singoli del periodo, l’immagine più genuina del gruppo, che a distanza di decenni De Scalzi vuol preservare a tutti i costi: «38 anni dopo sono qui a riscoprire, a rifare, continuare, a salvare un’immagine dei New Trolls distorta, che negli anni si è persa: ormai è diventata una cosa sul bieco, laido, commerciale; per questo cerco di fare il portabandiera di una cosa che sennò viene percepita male».
Che sia questa l’immagine più apprezzata del gruppo lo si nota anche all’estero: da poche settimane Vittorio è tornato dal Giappone, ha fatto tre concerti applauditissimi a Tokyo, accompagnato dall’orchestra. «Là abbiamo fatto solo prog – scherza – di roba tipo Quella carezza della sera ai giapponesi non frega niente». Il tempo non ha scalfito le emozioni, che in De Scalzi tornano ad ogni concerto; magari non con lo stesso brano o con una canzone in particolare, ma tornano sempre. Tornano anche tra il pubblico, che alle esibizioni non manca e apprezza, si commuove: «Pensa – mi ha suggerito Vittorio nell’intervista – a come svettano certe cose a distanza di quarant’anni rispetto a tutto, in questa confusione di parole, linguaggi che si incrociano… Le parole di allora rimangono; non che allora fosse meglio di oggi, però la poesia intensa è senza tempo. Certo, oggi ci sono cose intense, interessanti, ma già più complicate, “arzigogolate” per usare un termine antico. Per riuscire ad avere l’emozione oggi bisogna fare chissà cosa, mentre canzoni come Tom Flaherty con poche parole creano l’atmosfera: qui si vede il grande apporto di Mannerini e Fabrizio».
Gabriele Maestri
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11.06.2006
Un ANCESCHI originale..., l'opera è conservata a casa dell'artista, è la prima volta che appare in rete, non è in vendita. L'immagine è stata gentilmente donata al sito.
Ugo Mannerini
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Buongiorno,
sono Fabio Dalmasso, un giornalista free lance (ultra precario) di Cuneo.
Vi scrivo per segnalarvi la pubblicazione di un mio articolo su Fabrizio, una
persona che mi ha accompagnato durante tutta la mia vita e rimarrà sempre nel mio
cuore.
Per me è un articolo molto importante perché oltre a parlare di Fabrizio parla di
quella parte di anime salve su cui scrivo articoli da tempo.
Lo potete vedere in prima pagina a questo indirizzo
http://www.whipart.it/
oppure tramite il link diretto
http://lnx.whipart.it/html/articolo-1768.html
Non spaventatevi di fronte all'avviso V. M. 18 anni: si trova nella sezione
erotica, ma non è assolutamente nulla di osceno.
Ho deciso di spedirvelo visto che Riccardo Mannerini è uno dei miei poeti
preferiti e la sua influenza e collaborazione con Fabrizio ha dato splendidi
frutti.
Grazie per l'attenzione e a presto,
Fabio Dalmasso
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Postato da Rita di Roma il 20.05.2006
Alternative Version of me
Ho la sensazione di svanire, di essere trasparente, leggera, come le nuvole.
Di acquistare nuove e più forme.
Forse evaporo?
Di immaginare cento me stessa in relazione alla materia, alla psiche.
Volare anche restando a terra.
O essere pesante come il sasso più grande.
Molteplicità.
Sentire germogliare la voglia di conoscermi.
Rischiare di rimanere chiusa in un vortice anzioso senza risposte.
Futuro (in)finito.
Tutta in un giorno. In un colpo solo.
Pensando che lo devo fare.
Fare e disfare. Con inerzia, battendo le ali.
Per finire all'inizio.
E ricominciare.
Svelando segreti.
Dedico questo scatto fotografico, questo momento introspettivo al mio amico Ugo e a Riccardo, suo padre, poeta dell'anima e della musica.
Il Blog di Rita, Roma
Guarda le foto di Rita, Roma.
Guarda le foto di Rita, Roma (Formato Flash).
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Postato da Giorgio il 21.05.2006
Caro Ugo
sono contento ,per te ,che finalmente Riccardo ,tuo padre ,venga celebrato
per il resto io penso che lui prenderebbe a calci in culo la maggior
parte di questa gente com'era suo stile ,con ironia implacabile
ti confesso ,la cosa mi disgusta un pò nella dinamica degli eventi
quando tuo padre con Aldo e Flavio, Pierino etc ed io incidemmo la ballata
di un ferroviere l'indifferenza fu totale ,da parte di tutti,e tale rimase x decenni De Andrè andava a dormire in via Cecchi,di mattino e pomeriggio,per
compensare o smaltire fu Riccardo ad insegnargli tutto,tutto ciò che lui seppe poi,certo con gusto,realizzare spero gli abbia detto almeno grazie
ma io sò ciò che Riccardo,solo, in un corridoio d'ospedale, pensava della
vita e della gente parlammo a lungo,era un uomo deluso e inerme di fronte a mille tradimenti fù l'ultimo nostro incontro ed ancora mi chiedo se non sono stato anch'io allora un tradimento gli addetti ai lavori , ora attivi a cavalcare l'onda ?! ,si facevano gliaffaracci loro ,indifferenti nessuno ci aiutò l'impegno ed il successo non sono mai andati tanto d'accordol'impegno vero ed il denaro mai in assoluto tuo padre ed io facevamo cose insieme,canzoni ,delle quali ho ancora qualche
testo ,da qualche parte
ma nessuno era interessato a parlare seriamente, era l'inizio del disimpegno
,tutti al mare
tutti pensarono solamente al successo,alla ribalta facile e spesso
facilitata ,era il boom
ma ,mi chiedo,per Riccardo stà forse succedendo quello che è successo per
Luigi,Tenco ? : ora tutti lo conoscevano,erano tutti suoi amici,persino
Paoli,il massimo!! peccato che Valentino non possa più confermare cose
riviste tante volte nella memoria,
insieme ;gli unici veri,primi compagni di vita musicale di Luigi sono
Giorgio Facchini, Vittorio Scappin,Gianpaolo Passano etc viventi ed oscuri
una persona che ha veramente conosciuto tuo padre è stato Aldo Fossa,vivente
ma guarda caso mai citato in nessun blog,un ex portuale
se valuti il premio Tenco chi ha conosciuto Luigi Tenco nel privato si
chiede se si tratti della stessa persona
ma siamo nell'Italia 2006 con risvolti più o meno scandalosamente noti ( ho
sentito oggi in TV che Priebke (?) quello delle Fosse Ardeatine, pare abbia
vinto una causa contro la figlia di un Martire - che lo aveva accusato di
aver torturato il padre prima dell'eccidio - per offesa all'onore!!!!) in
ogni campo,oltre al pallone
pertanto tutto è ormai possibile e Riccardo su questo tutto sarebbe stato
capace di distillare frasi feroci ma vere,di verità
ineludibile,inequivocabile quindi fastidiosa
e politicamente non corretta,non opportuna
i grandi rivoluzionari del '68 ? : guardate le TV e dietro certi molto
ricchi signori ,maestri del pensiero,politici,demagoghi, scoprireste....
allora ? siamo uomini di mondo , uniamoci un un sano pragmatismo clerical
progressista dove gli ultimi diventano i primi ,se non muoiono prima, e
comunque
qualcuno ce pensa a sistemare le cose in modo tale che la storia venga bbene
in una larga congiuntura garantista ......, quindi fatece cantà : la
lettura di " ascolta piccolo uomo"di W.Reich è cosa per pochi,inutili
sognatori,preferibilmente morti o al limite ,muti.
Ti saluto gg
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Mi scrive la gentilissima Maria Teresa
La vita segreta delle parole
Siamo figli di una babele che non conosce né vette né confini.
E le parole finiscono per essere segno e limite del nostro bisogno di comunicare.
Si animano, prendono colore, persino coraggio.
Non hanno voce, ma raccontano oltre il silenzio con ostinazione.
Sono fragili, caparbie e decise.
Tengono viva nel tempo la memoria e i suoi ricordi.
Per questo le parole vanno scelte con cura, accarezzate.
Custodite.
Non di rado accade che si scolpiscano nel marmo.
Per rendere vivo e presente allo sguardo, quel che stato.
Anche il passato più recente, affinché non sia né sepolto né dimenticato.
In piazza Fontana c’erano delle parole che ricordavano Pino Pinelli, ucciso tragicamente nei locali della questura milanese.
Da sabato scorso, quelle parole lucide e precise, sono state corrette.
Il comune di Milano ha deciso dopo 28 anni di ricordare Pinelli non più come ucciso ma semplicemente come morto
Eppure c’è differenza tra la morte e l’assassinio.
Per quanto entrambi siano degli eventi tragici, è fuor di dubbio che via siano presupposti differenti.
Lo sa bene il sindaco Albertini che aveva promesso ai familiari del commissario Calabresi di cambiare la lapide, perché quelle parole scolpite e precise infangavano la memoria del commissario e lo qualificavano come un assassino.
Il mandato di Albertini scade in sostanza tra meno di un mese.
Ed è così che Pinelli pare quasi che sia morto solo per accidente.
Tragicamente.
"Un ferroviere era quel tale
che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia
che parla di fame, non certo di gloria.
Aveva due figlie, un'idea, un mestiere
credeva nel dire e non nel tacere,
per essere pulito di dentro e di fuori
rischiava la vita fra i locomotori.
Agganciava carrozze agganciava vagoni
sognava da sveglio dei tempi più buoni
ma quando la sorte è puntigliosa
arriva la morte in forma curiosa
che gli procura, umano aeroplano
un volo notturno da un quarto piano
e lo riduce in quattro e quattr'otto
in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto.
Pino Pinelli era quel tale
che per morire scelse Natale,
da una finestra entrò nella storia
che parla di infamia non certo di gloria
all'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato.
Passati stupori e costernazioni
nascono voci, si fanno illazioni,
si cercano insomma astratte scuse
come il poeta cerca le Muse
Ma il morto rimane, col sangue fra i denti
non l'hanno ammazzato i suoi respingenti.
Un po' di cordoglio, la stampa è vicina,
e il ferroviere va al posto di Mina,
mentre si scrive in ferrovia:
Il manovratore è andato via.
Per creare un vuoto nel mondo operaio,
non serve neppure ammazzarne un migliaio:
Basta un dramma, il mistero, l'inchiesta,
segue chi piange, chi urla, protesta,
Pino Pinelli era quel tale
che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia,
che parla di fame, non certo di gloria.
Si cerca il tritolo, la droga , le donne,
e mentre si fruga, si cerca, si indaga,
ti salta fuori la busta paga,
che ti dimostra in maniera evidente
che chi lavora incassa un bel niente.
All'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato."
Di Riccardo Mannerini
Tasto DX Download...... Tasto SX Ascolta............. "IL FERROVIERE"
Visita ARTESOTTOMARINA
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Postato da: Andrea Cangeri il 29.06.05 11:01 sul Blog di Beppe Grillo
Ciao,
perdonami se rubo un attimo della tua attenzione.
Sono Vera Ambra, presidente dell'Associazione Akkuaria e ho il piacere di invitarti al primo webmeeting del Bloggers della rete sul tema:
Cos'è l'Arte e la Comunicazione nel Web?
La Rete è fatta di persone e dove ci sono persone, ci sono emozioni. Per questo l'Arte si diffonde attraverso la Rete. In questa occasione Artisti, Poeti e Scrittori Bloggers nel web si confronteranno per riflettere sul ruolo della comunicazione e della scrittura in internet.
Gli incontri - seguiti da videoproiezioni, esibizioni e letture - si svolgeranno dal 9 all'11 dicembre presso Caffé Letterario a Roma Via Ostiense 83-85.
Per questo motivo ci terrei alla tua presenza anche in uno solo dei giorni indicati. Qualora fosse possibile la tua partecipazione ti prego di darmene conferma.
Approfitto per dirti anche che ti sarei grata se volessi divulgare la notizia attraverso i tuoi mezzi.
In attesa di un tuo gradito riscontro ti porgo un caloroso grazie
vera ambra
veraambra@akkuaria.com
www.akkuaria.com
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Postato da Salvatore (Nuralema)
Salvatore, lo so sono completamente OT, ma questa ninna nanna vietnamita te la voglio regalare lo stesso con la consapevolezza che saprai apprezzarla e provare le mie stesse emozioni:
"Eh! Eh! Eccomi dunque consegnato a una ricca famiglia che mi utilizza come domestico pulendo da una parte, brontolando dall'altra;
Corro un momento a guardare i bufali, e in fretta ritorno a mondare il riso.
Il sudore m'inonda;
del mio abito a brandelli, solo il colletto è rimasto;
Chi penserà a me? I miei genitori sono tropppo lontani...
la padrona di casa mi paga una ligatura e due tien e tutto ciò dura da molti anni.
Al primo canto del gallo, prima dell'aurora, mentre la vecchia dorme ancora, indifferente alla mia pena, devo vuotare il pozzo e pulire lo stagno;
Con i pesci che le porto essa prepara un buon piatto e a me riserva solo gli avanzi,
perchè essa mangia la carne senza darmi niente...
Grassa e piena, per la buona carne che prepara, ella non dà mai nulla al piccolo domestico;
Nessuna pietà per i piccoli infelici!"
Passa una buona giornata
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Postato da Fabrizio
Proprio ieri sono stato a Genova, mi sono immerso nei carrugi, ho percorso via del campo e ho visitato il negozio di Tassio: per 20 minuti mi sono sentito immerso nel mondo di Faber... la sua chitarra, le copertine dei suoi dischi, le cartoline che scriveva agli amici, i dischi e i libri di personaggi che lo hanno ispirato (Brassens, Brel, Mannerini)... un mondo intero girava vorticosamente intorno a me. Ho sempre amato Faber, fin dal primo album che ho ascoltato: la buona novella. Ha ragione chi parla di "profeta del nostro tempo" e lo paragona a Pasolini: ci sono persone, quelle come lui, che riescono a vedere più lontano di altre. Ci sono persone che riescono a scrivere testi di intensa e lirica spiritualità pur essenso atei.
Percorrendo via del campo me lo immaginavo passeggiare da giovane in quelle
vie, tra puttane e poveri ubriaconi... e ascoltare le loro storie. Tutti quelli che lo hanno conosciuto raccontano la sua grande capacità di ascoltare le persone, senza farle sentire giudicate. Me lo immaginavo coi suoi amici tirare cacche di uccello dai tetti nei contenitori di latte delle massaie. Me lo immaginavo con quella prostituta che ha amato per due anni, Anna, andarla a prendere al bar Olimpia in via XX settembre, chiudersi con lei alla pensione Groppallo... Me lo immaginavo con tuo fratello Andrea, Beppe. Cercavo con emozione e quasi con avidità il suo segreto, cercavo in quelle vie le cose che sono riuscite a dargli quello sguardo così lucido e lirico insieme, il suo verso folgorante...
Mi manca, mi manca tanto, ancor di più per non averlo mai visto dal vivo, di persona, ma solo attraverso le sue canzoni.
A dir la verità non mi piace chiamarlo profeta, non mi piace questa parola altisonante, che contrasta troppo con la sua riservatezza e la sua umiltà.
Riporto (a memoria, quindi non letteralmente) quanto disse in un'intervista, alla domanda di Mollica "Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?":
"Sicuramente della morte, che, se mi darà il tempo di accorgermene, mi faràà provare la mia buona dose di paura...
Ma soprattutto dello scarso attaccamento alla vita che vedo in molti miei simili, che si ammazzano per cose sicuramente più futili del valore dellaa vita.
Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo"
Ciao Fabrizio.
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Inviato da Rita di Roma
Ti invio una mia piccola poesia, quasi canzone, che ho scritto tempo fa e
che oggi mi è tornata alla mente pensando ai versi di tuo papà, e poi, visto
che sei di Genova e si parla di Genovesi, questa piccola poesia è stata
inserita in una antologia di un editore genovese, guarda tu i casi...
LA CANZONE DI MARILYN
Marilyn,
occhi grandi, persi nel nulla, persi nell'amore, Marilyn.
Marilyn, emozione sfiorata, istanti filmati e felici, Marilyn.
Tu, dolce cerbiatta, tu, maschera stanca, tu, fiore di Donna.
Ohhh Marilyn...
Cose dette in poco tempo, su un copione già scritto,
con preavvisi e clamori; amori annunciati, sentiti e rubati,
tu che ti allontanavi, arrivavi e galleggiavi come una dea.
Un fatto naturale esserci e poi sparire, ricordarti mentre sei via.
Corresti a perdifiato nel buio, e poi dentro nel cielo infinito.
Marilyn,
bocca di fiore, profumo di lavanda, istantanea mai logora, Marilyn.
Marilyn, emozione accecante di sogni rubati a giovani uomini, carne rosa,
Marilyn.
Tu, su un cielo dritto, tu, stella che non c'è, ma che come un' illusione si
vede sempre...
Ohhh Marilyn...
Marilyn,
occhi grandi, persi nel nulla, persi nell'amore, Marilyn.
Rita
Contatta il Blog di Rita
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Mail di febbraio 2006 di G
Caro Ugo
ho conosciuto Riccardo tramite amici comuni ,tanti anni fà ; Aldo Fossa
e Flavio Meschoulam
abbiamo fatto cose insieme,scritto canzoni insieme ,passato serate e
giornate a parlare
-non ti stò a dire più di tanto ma ho ancora qualche copia di un vecchio 45,
ballata x un ferroviere
(Pinelli) ed avventizio 03537 ,che scrivemmo ed incidemmo nel lontano '71
; ne vuoi una ?
l'ho incontrato nella galleria del Galliera ,pochi giorni prima,era stanco
adesso è facile amarlo,allora non era facile ; molti tuttavia lo hanno usato
e sfruttato
perchè,in fondo,lui era solamente un poeta
ciao g
Mi scrive Biagio Valerio
Gentilissimi curatori del sito, sono un giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e
ho ideato l'iniziativa illustrata nella pagina che vi allego in pdf. Ovviamente l'ho
fatto spinto dal grande amore che ho per la mia città e per la poetica di Fabrizio
De Andrè. Se fosse possibile un aiuto da parte vostra, magari con il tam tam
dell'iniziativa intrapresa, sarebbe graditissimo.
ATTENZIONE... per tutti gli amanti del grandissimo Fabrizio come me. Vi chiedo una
mano: c'è un sondaggio ufficiale della Gazzetta del Mezzogiorno (il più grande
giornale di Puglia e Basilicata) per dare un nome a questo teatro. Se mi scrivete
privatamente vi mando il tagliando altrimenti basta una mail a
redazione.lecce@gazzettamezzogiorno.it con l'indicazione di "Per il Teatro Comunale
voto il nome di Fabrizio de Andrè". Grazie e vi prego: facciamo il possibile!
Leggi l'articolo
Ugo Mannerini
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