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Irish, quello della Bicicletta...
1968 New Trolls, Fabrizio De André, SENZA ORARIO SENZA BANDIERA, Riccardo Mannerini...


Foto sotto: "Primavera 2010 da casa Mannerini"

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IO IL MATTO


Ho deciso:
le darò una coltellata
nel ventre
e mi ci infilerò
di nuovo.
Un rocchetto di filo
e un ago
e dal di dentro
ricucirò.

Non s’azzardi la levatrice,
perché
questa volta
mordo.
Mi riabituerò
a stare rannicchiato.

Il giorno del parto,
che chiamino un becchino.
Per la barba,
ci penserò.
Ora
ho fretta.
Scusi,
dov’è un arrotino?

Riccardo Mannerini
Diventerà in seguito IL RITORNO, di cui sotto il filmato.





Manne_Faber_Sacchi.gif Tratto dalla rivista "IL CANTAUTORE" numero unico premio Tenco 2009
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Cassan_Manne_DeNicola.gif Nella foto: Cassan, Mannerini, De Nicola.
IL SOGNO E L'AVVENTURA a palazzo Ducale il 29 ottobre 2009


Nell'ottobre del 1968

usciva nei negozi di dischi "Senza orario senza bandiera", il primo LP del giovane gruppo genovese dei New Trolls. Sono passati quarant'anni e nell'ottobre 2008 esce "Un viaggio lungo 40 anni - senza orario senza bandiera", il libro che di quel mitico album vuole raccontare la vera storia (UN VIAGGIO LUNGO 40 ANNI, trovate la recensione all'interno della sezione BIBLIOGRAFIA del sito). Una storia che diventa "le storie" dei protagonisti coinvolti, tutti quanti genovesi: da Riccardo Mannerini, poeta cieco e combattente, a Fabrizio De André, che ne modellò le poesie per renderle testi musicabili, ai New Trolls, i "Beatles italiani", fino a Gianpiero Reverberi, produttore (insieme allo stesso De André) e arrangiatore del disco. Un viaggio lungo le dieci canzoni e i loro significati più intimi, senza nascondere i legami (a volte stretti a volte meno) con un anno, il 1968, che sconvolse il mondo intero. Una storia che continua per i 40 anni successivi, tra amicizie che finiscono ed altre che continuano a vivere grazie alla musica. E alla forza della poesia!

Negativo_Manne_DeScalzi.jpg Sabato 11 luglio 2009 abbiamo presentato il libro Il sogno e l'avventura al premio Bindi (S.Margherita),nella foto Ugo Mannerini e Vittorio De Scalzi (New Trolls).
(IL SOGNO E L'AVVENTURA, trovate la recensione all'interno della sezione BIBLIOGRAFIA del sito)

negativo_dori.gif Nella foto Dori Ghezzi e Vittorio De Scalzi 21.06.2009 palazzo Ducale


Domenica 21.06.2009 Palazzo Ducale Genova Dori Ghezzi ha chiuso i lavori della mostra e ha presentato il libro "Il sogno e l'avventura", una serata indimenticabile per Genova, Dori ha catturato il cuore dei genovesi...
Il tutto si è svolto all'interno della manifestazione di chiusura della mostra dedicata a Fabrizio De André.

manne_andre.jpg Ho condiviso con passione l'idea di questo progetto editoriale che vede
riunita tutta l'opera poetica di Riccardo Mannerini
, consapevole di quanto
sia stato importante per Fabrizio sia l¹uomo che il poeta. E si sa, quando
si cerca di risalire alle fonti formative di un artista, anche i richiami
più lontani contengono preziose informazioni e sorprese commoventi. Conosco
Riccardo solo attraverso i ricordi di Fabrizio, racconti che mi hanno
consegnato la sua grande umanità, trasferendomi la stessa stima che ha
sempre nutrito Fabrizio nei suoi confronti. Mannerini è stato per Fabrizio
un Maestro di pensiero libertario
, come Georges Brassens lo è stato nella
canzone. È stato anche compagno di scoperte e scorribande, e la vita la si
comprende sì all¹interno della famiglia e a scuola, ma soprattutto in
strada. Grazie a Riccardo, un giovanissimo Fabrizio trovò il coraggio di

negativo_dori2.gif rompere gli schemi e di affrontare forti tematiche sociali, introducendo nel
codificato mondo musicale il cosiddetto "concept album".
Uomini di tale levatura non ti abbandonano mai: nell'animo di Fabrizio rimasero per tutta
la vita lo spirito e il pensiero di Riccardo, divenendo guida illuminante di
riflessioni da trasmettere alle generazioni future.
(Dori Ghezzi)

(Nella foto Ugo Mannerini, Dori Ghezzi De André, Antonello Cassan)

27082009(002).gif INFO TECNICHE SUL LIBRO: Autore: Riccardo Mannerini Titolo: Il sogno e
l'avventura
; Genere: Poesie 1955 ­ 1980: Testi a cura di Francesco De Nicola
e Maria Teresa Caprile con uno scritto di Mauro Macario e interviste di Ugo
Mannerini; Collana: Liberodistile ­ 30; ISBN 978-88-7388-236-7; Pagine384
Prezzo 14,50 Euro.

Nella foto: Librerie Feltrinelli, Genova





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- Scarica la locandina del libro in formato PDF

- Il libro in pillole su Riccardomannerini.it

- Il sogno e l'avventura è anche su Facebook

Ricordando Riccardo Mannerini


Collaboratore negli anni '60 dei New Trolls e di Fabrizio De André, autore di numerose poesie, marinaio frigorista, antimilitarista anarchico, diventato cieco e morto suicida nel 1980.
Gli altri lo hanno dimenticato, noi no.


Di un mondo inapparso e di un poeta che resta - di Mauro Macario

Riccardo Mannerini è una figura primaria della controcultura contemporanea, quella che non si riconosce nell’ufficialità blasonata di scrittori e intellettuali afflitti dalla sindrome del paggio e asserviti a un potere di cui traggono vantaggi interagendo con esso con dichiarata sudditanza. Questo compagno “con il pugno nell’utopico” (L. Ferré) che scompare in modo tragico suicidandosi nel 1980, è un poeta di grandezza stellare nel firmamento asfittico della poesia italiana, un artista ligure - nacque a Genova il 28 ottobre 1927 - che questa terra a volte intempestiva nel riconoscere i suoi figli più geniali ha il privilegio e l’occasione ora di collocare tra presente e futuro non con fossile catalogazione ma con orgoglio attivo. L’ottuso ritardo, l’indifferenza moralmente criminosa, l’archiviazione frettolosa, la mancata lungimiranza hanno provocato una sospensione valutativa e divulgativa della sua personalità caratterizzata da una viscerale veemenza e da una partecipazione accorata alle problematiche planetarie.

La poesia "EROINA" di Riccardo diventa "IL CANTICO DEI DROGATI" per mano di Faber...


DSCN4126mod.jpg Mannerini mi fa pensare all’insolenza provocatoria di Rimbaud, lo stesso istinto aggressivo nel ridiscutere e fare a pezzi le convenzioni dialettiche che stanno alla base del “savoir vivre” del consorzio umano anche lui rematore di un battello ebbro che nella furia vitalistica delle intemperie esistenziali vede e capta della vita la furia contraria, quella del potere repressivo e coercitivo, magari non a Charleville, non a Parigi ma nelle piazze di Genova all’epoca dei moti contro Tambroni e Scelba, vede e capta del mito americano il grugno bellicista di un militarismo invasivo che funge da avanguardia al più ampio e devastante disegno di dominio espansionistico di stampo imperialista, vede e capta la tragedia quotidiana del razzismo e dello sfruttamento nei confronti degli afro-americani, vede e capta la bellezza innovativa e catartica delle istanze giovanili protestatarie e pacifiste, vede e capta nell’anarchismo onirico e militante sia una
Le frequentazioni avvenivano nella piazzetta antistante l'allora cinema Aurora, una panchina fungeva da punto di ritrovo, le serate estive si riempivano di parole, concetti, idee...

Il marinaio in questione era Riccardo Mannerini.

Continua all'interno della sezione bibliografia...

Casa_Faber.gif Da "A - rivista anarchica" preleviamo questo toccante e perfetto ritratto che Mauro Macario ha dedicato a Riccardo Mannerini
Collaboratore dei New Trolls e di Fabrizio De André, autore di numerose poesie, marinaio frigorista, antimilitarista anarchico, diventato cieco e finito suicida nel 1980.


Mauro Macario scrive
"Un poeta cieco di rabbia"


In questa sera di pioggia disperso tra web, punto com, punto it, punto e basta, mi dico che il processo di dimenticanza del passato più recente e di tanti personaggi "outsider" finiti nei forni crematori dell'omertà accademica, è sterminio culturale, deragliamento umanistico sulla linea ferroviaria Madrid '36 - Seattle 2000 e che fra tanti "desaparecidos" devo salvare Mannerini perché disseppelirlo dal cimitero borghese che usa la fossa come discarica abusiva dei talenti sommersi, è un imperativo etico insopprimibile che dovrebbe rianimare il senso di giustizia per gli obliati in attesa di risorgere per interposta persona, attraverso il blitz di un antologista clandestino che censisce l'Unico in senso stirneriano, il "suicidato dalla società" come scrisse Artaud di Van Gogh e come scriviamo noi per Mannerini, poeta anarchico che si uccise a Genova nel 1980, all'età di 54 anni. Marinaio frigorista su pescherecci e mercantili, aveva viaggiato in quasi tutto il mondo ripercorrendo le latitudini, reali e immaginarie, di Rimbaud, evocando visioni sciamaniche in fondo a orizzonti schiumosi, rischiando la vita tra marosi violenti come a bordo del "bateau ivre" del fanciullo di Charleville. E come quel fanciullo era generoso e insolente, pietoso e intollerante, animoso e distaccato, fraterno e scontroso. E la vita la rischiò davvero in quel lontano '61 quando, dentro al ventre di una nave e al largo da ogni soccorso, una caldaia gli scoppiò in faccia procurandogli una cecità progressiva che, lungo il corso del tempo, sarebbe diventata definitiva.

Nastro_fronte_350.gif Quale scenario gli si rivelò da quel semibuio angosciante e inaccettabile lo si può capire leggendo l'opera poetica di questo autore ligure che non pubblicò mai in vita e che attende di essere (ri)scoperto soprattutto per quel mare (ora benevolo) di inediti lasciati e che, parte dei quali, la moglie Rita Serando stampò in un volume postumo dal titolo Poesie da cantare (Tolozzi editore). Le tematiche che affiorano più evidenti a una prima lettura sono quelle del ribellismo anarchico tipico di quegli anni di grande trasformazione ('60 - '70) di terra promessa, di afflato onirico individuale e collettivo, di movimento beat pacifista prima e di '68 poi. Eccolo dunque lanciare le sue invettive contro il militarismo, le guerre, le carestie, eccolo con le sue bestemmie al napalm contro gli armamenti nucleari, eccolo attaccare le figure istituzionali autoritarie, eccolo deridere sarcasticamente il carrierismo sfrenato, eccolo disgustarsi mentre rimescola nelle stantie e paludose convenzioni borghesi, eccolo erompere irato contro il capitalismo più selvaggio e vampirico. Le discussioni col marxista Tenco Tematiche che allora nascevano anche nell'ambito della canzone più colta quando, oltre la dimensione intimista, gettava il suo sguardo critico all'esterno cogliendo le istanze sociali più urgenti che andavano poi ad alimentare la creatività di uno storico gruppo di artisti. Era il gruppo della Foce. Non una scuola o una corrente, bensì degli amici che avevano in comune l'amore per il jazz e per la canzone francese, la voglia di rinnovamento e la passione della sperimentazione.
Meda_Manne.gif Parliamo di Umberto Bindi, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Fabrizio De André come loro parlavano di Léo Ferré, Jacques Brel, Georges Brassens. Autori di riferimento e di inequivocabile ispirazione libertaria. Mannerini prese a frequentare il gruppo interscambiando gli interessi poetici-letterari con la musica e diventando così uno dei primi poeti italiani a intuire la fascinazione della parola pregiata abbinata al suono e alla voce che canta. Rita Serando ricorda le accese discussioni tra Tenco, marxista convinto, e suo marito, anarchico viscerale, come ricorda le ansie, le chiusure, gli improvvisi silenzi, le fobie di quel ragazzo piemontese, timido, solitario e introverso che amava con particolare predilezione lo scrittore Cesare Pavese. E ricorda bene che suo marito sconsigliò Tenco di andare a Sanremo, che quello non era l'ambiente per lui né per la canzone sociale. La sera, vedendolo cantare in televisione, gridò alla moglie: "Rita, vieni a vedere Luigi, sta diventando matto!". Più che cantare sembrava contorcersi. Dall'amicizia tra De André e Mannerini invece nacque un album dei New Trolls Senza orario senza bandiera (1968) diventato un vero cult tra gli storici e i collezionisti, poi sempre con Fabrizio collaborò a Tutti morimmo a stento (1969) con un brano straordinario, Cantico dei drogati. La fusione di quei due talenti poetici risultò estremamente positiva, purtroppo la loro amicizia, poco dopo, s'interruppe. Può darsi che Fabrizio vide in Mannerini un alter ego "maledetto" in cui trovare una complicità poeticamente cainesca molto più interessante di quella abeliana sempre indecisa tra cherubini e carabinieri, uno specchio liquido in cui tuffarsi per vedere cosa c'è là nel buio, nella corte dei miracoli delle rivendicazioni estreme e della pietà dimenticata e prendere per mano quell'altro se stesso, lontano dalle sue origini familiari, un De André rinato dal fango divino e sottoproletario dei vicoli dove nel tempo si sarebbe moltiplicato in quei personaggi reali e disperati, umiliati e derisi, cui avrebbe ridato dignità e diritto di cittadinanza con il miracolo della compassione o l'ironia ipersodica dell'angiporto.
Una solidarietà che Mannerini conosceva bene e che Faber non mancò di sottolineare: "Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo". Fuori dalla poesia di regime E' strano dire "poeta maledetto" a un compagno d'avventura sfortunato, a colui che è perseguitato dagli uomini e dagli Dei e sovente conclude tragicamente la propria vita.
DSC05826.gif Mannerini, poeta "maledetto" osò togliersi dal solco della poesia di regime, quella indolore, ed essere poeta civile a differenza della maggior parte dei poeti che, trincerati dietro uno stile chiuso, si mimetizzano nel segno astratto, nel vuoto che diventa ingannevole contenuto, nell'aristocratico distacco dai problemi devastanti che attraversano il mondo. E cosa si può dare a un poeta "maledetto" se non un po' di fraternità? La fraternità è farsi da parte e portarlo, almeno una volta, in proscenio, sotto i riflettori della memoria sbiadita, la fraternità è trafugarne i versi e posarli sullo zerbino del terzo millennio come si fa con i bimbi che si abbandonano sulla soglia di una casa ignota, la fraternità è rifare la tomba come una barricata e lanciare bengala ex voto nella domenica delle salme, la fraternità è essere consapevoli di quanti gemelli mai nati o troppo presto uccisi ci ha privato la storia ufficiale di qualsiasi Stato. Ben tornato Mannerini, novello barone di Münchhausen a cavallo di una caldaia scoppiata nel mare interno della tua poesia.

Nella foto, da sx: Antonio Oleari e Ugo Mannerini

Visita il blog di Antonio Oleari

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AUGUSTO FORIN


Aspirina Metafisica
Autoprodotto 2009



Articolo di: Vittorio Formenti Del 23/10/2009


Genovese classe 1956 Forin non è proprio un adolescente ma è al suo esordio ufficiale. L’artista vanta trascorsi di collaborazioni ed iniziative episodiche che comunque hanno gettato le basi per un lavoro di autore prodotto in autonomia con molto gusto e sincerità.
I riferimenti generali sono Paolo Conte e Roberto Vecchioni miscelati a basi musicali leggere, arrangiate con molta cura dal pianista jazz Roberto Logli, che vanno da echi pop anni ’50 e ’60 (i coretti femminili) uniti a spruzzate jazz, blues e latine.
La parte melodica è principalmente affidata alla voce mentre nel comparto strumentale risaltano principalmente i contributi ritmici; le percussioni di Marco Fadda e di Marica Pellegrini danno un movimento ai brani sempre in equilibrio tra gradevolezza, semplicità e raffinatezza.
I temi trattati si riferiscono a storie di ordinaria quotidianità vissuta con disincanto e ironia; cronache di amori delusi e disillusi, situazioni di dropout metropolitani, disagi che la routine dell’imperfezione trasforma in quadretti, il tutto visto con un occhio da lupo solitario nostrano.
Infine la capacità di scrittura dei testi, semplici ma intensi, con frasi ficcanti e simboli ricorrenti; l’autobus che si aspetta e si perde è un bel simbolo della solitudine ritratta in una situazione di apparente normalità, il bar e il vino rappresentano l’isolamento in ambiente pubblico a causa della distanza tra i propri problemi e i discorsi degli astanti, il barbone che pensa di essere su di un’astronave con le sue scarpe rotte è una figura quasi canonica dell’emarginazione, il tempo che sta preparando le pratiche è una metafora splendida nel suo richiamo quasi burocratico, la via crucis metropolitana è una definizione efficacissima per il dramma dell’immigrazione.
Ma niente appare drammatico o ancor meno tragico; prevale un senso di pacato e scanzonato distacco, sottolineato da impasti musicali leggeri in contro colore rispetto ai testi.
Un bel lavoro cantautorale, più da artigiano che da ricercato professionista; con il calore di un prodotto costruito dalla mano dell’uomo e non dalla macchina a controllo numerico.

Aspirina Metafisica

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Riccardo Mannerini è su WIKIPEDIA


Riccardo_inizio_anni_50.gif
Riccardo e la sua Rassegna Stampa disponibile nel formato HTML cliccando su continua e formato PDF cliccando su PDF
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PDF

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Vittorio De Scalzi: Il suonatore Jones, la sua produzione in genovese, i suoi progetti attuali e futuri...
Qui trovate anche il materiale video delle sue ultime produzioni discografiche.

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I New Trolls
"In ritorno" comincia al teatro Carlo Felice il 13.01.2007(Genova).
Tutto sui New Trolls
01.11.2008

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slow_ugo.jpg
5 Ragazzi al servizio del Blues by AEREOSTELLA
Tutto sugli Slow Feet
22.11.2008

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andre3.jpg
Fabrizio De Andrè "Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico.
Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia
gli era esplosa in faccia."

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Semplicemente Aldo De Scalzi...


Semplicemente P.F.M.

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Poesie postate al sito

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rita_21012008.gif
Poesie di Rita Serando, scrittrice e poetessa ligure, moglie di Riccardo
Materiale aggiornato il 23.03.2008

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Rita_Montagna_1992.gif
Racconti di Rita Serando, scrittrice e poetessa ligure
Materiale aggiornato il 23.03.2008

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Nasce la banca immagini del sito, Materiale aggiornato al 13.06.2007
Richiede Macromedia Flash Player

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Categoria HOT SPOT
Amici di Riccardo che hanno lasciato qualcosa in rete
Materiale aggiornato al 15.10.2006

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Un tributo ad un amico Mitico..... Paolo Bonfanti


PhotoFunia-cbd78.gif
Ugo Mannerini e la Misci e Liberi 40 anni dopo, Photogallery e VIDEO GOLIARDICI ...
Materiale aggiornato al 17.01.2010

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tenco.jpg
Luigi e Riccardo
Materiale aggiornato al 22.06.2006


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Tesi di laurea che citano Riccardo Mannerini
Materiale aggiornato al 05.04.2008

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Chi è Marco Ongaro
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Claudia Pastorino Cantautrice, interprete e scrittrice genovese,
si è avvicinata recentemente al mondo delle canzoni di Riccardo
Mannerini e di Fabrizio De Andrè.

continua...


Ascolta alcuni frammenti musicali di Claudia



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Sabato 15 ottobre 2005: cronaca della visita alla Comunità di San Benedetto
al Porto del Mitico Don Andrea Gallo.
Materiale aggiornato il 13.06.2006
Don Gallo and his friends...

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_DSF1516_resize.jpg
Genesi di un'opera legata a doppio filo a Don Andrea Gallo
Materiale aggiornato al 20.08.2006

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Ascoltiamo i lavori di Vittorio De Scalzi nello studio di Giancarlo...
continua...



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